MUTTURA
di Walter Prete
Uno spettacolo sorprendentemente leggero su un tema di scottante attualità: in “muttura” si parla dei rifiuti tossici interrati nel Salento, attraverso una pluralità di voci che portano in scena “professionisti” del crimine e persone comuni, casalinghe aspiranti mamme e piccole star di provincia. Una storia avvincente e una scrittura originale che trasportano il pubblico in uno spaccato lucido sul nostro presente e sulla nostra terra, approfondendo un argomento difficile con la leggerezza di una commedia.
…“Muttura” è un velo di umidità che scende sulla campagna la sera, di solito d’estate, o al mattino presto quando è scirocco.
È un velo spesso, ma pure è impalpabile. Questo argomento è impalpabile. Come i suoni muti della parola “muttura” non si afferra, non si può mostrare, non si può portare in tribunale.
Te la senti addosso la sera. E c’è. E ci sei. Dentro”…
Uno spettacolo: due attori in scena, un argomento e tanti punti di vista. “muttura” parla di rifiuti interrati. In Salento, dove lo spettacolo è nato, è successo. Altrove pure, e non solo in Italia.
Lo sguardo di “muttura” sull’argomento non è univoco: è la ricerca di un colpevole, o anche solo di un capro espiatorio, ma questa volta – come spesso accade – la realtà non è così lineare, e a cercare i cattivi ci si addentra in una nebbia tenace e densa (in dialetto leccese la chiamiamo “muttura”) in cui vedere gli atri è difficile, mentre diventano sempre più evidenti i propri passi falsi.
Ad attraversare questa muttura ci sono cinque uomini: uno speaker radiofonico, Carlo (un mediatore finanziario), Fabrizio (truccatore), Tonino (autotrasportatore) e Roberto De Silva (docente universitario) , tutti interpretati da Gustavo D’Aversa, e tre donne Alessandra (conduttrice tv in un’emittente locale), Daniela (casalinga alla soglia dei quaranta) e Rossana Livoli (avvocato), interpretate da Patrizia Miggiano.
Attori e personaggi si mischiano, si confrontano, litigano e divagano, parlano di altro, senza allentare neanche per un momento la dinamica e il ritmo dello spettacolo. Determinante è l’interpretazione che Gustavo D’Aversa e Patrizia Miggiano riescono ad imprimere nei loro ruoli, diversi a ogni scena, andando a cercare in ogni nuovo personaggio, la parte più umana, che rende lo spettacolo (paradossalmente) divertente: vicino al pubblico, tenendosi in perfetto equilibrio tra linguaggi verbali diversi e un fedele rispetto della verità, tra il gusto di pennellare con cura ogni presenza nello spettacolo e l’urgenza di dire cosa è successo e sta succedendo.
La scrittura di “muttura”, che porta la firma di Walter Prete, è uno dei primi sguardi sull’interramento dei rifiuti in Salento, frutto di una ricerca che ha preso le mosse nel 2015 dalle poche fonti disponibili al momento dell’ideazione e dai servizi della trasmissione “L’indiano” di
Tele Rama. Partendo da qui, alibi ha saputo mescolare l’urgenza di dire, la sapienza attoriale, la ricerca di nuovi codici espressivi, trovando una sintesi intelligente e allo stesso tempo divertente, lontana da ogni retorica, rigorosa e pure popolare nel senso più alto.
Quella di “muttura” non è una lezione dall’alto, è un teatro che va incontro al pubblico, semplicemente, coinvolgendolo, tirandolo in causa, facendolo partecipare alle interviste improvvisate con gli spettatori, ogni sera diverse, per raccontare una verità e indurre tutti ad agire,
non solo a riflettere.
Una realtà grottesca e amara forse, come tutte le realtà, in fondo.
Tele Rama ha dedicato un servizio allo spettacolo, visibile cliccando qui
muttura
una produzione alibi – artisti liberi indipendenti
drammaturgia walter prete
regia gustavo d’aversa
con patrizia miggiano e gustavo d’aversa
video elisa nocera
scene simona agrosì – costumi dora paulì








